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22 Apr 2018

Utilizzo di acqua alcalina e compresse osmolife per la riduzione dei crampi muscolari

Il progetto di ricerca si prefigge di poter correlare la diminuzione della sintomatologia dei Crampi muscolari con l’assunzione per 30 giorni di acqua alcalina unitamente all’ assunzione di compresse Osmolife 4.0 .

Dott.ssa Sabina Ilaria Tato’

Quadro generale e base di partenza scientifica:

L’intento di questo studio scientifico è quello di valutare l’efficacia dell’acqua alcalina nella prevenzione e nel trattamento dei crampi muscolari e patologie muscolari in genere anche in associazione con l’ assunzione di compresse di Osmolife 4.0. In Giappone negli ultimi 25 anni ci sono molti studi sull’importanza del pH fisiologico per un buon stato di salute e di benessere, pertanto la base di partenza della nostra ricerca sono stati i risultati degli studi orientali attualmente approfonditi negli stati uniti con riferimento allo stile di vita occidentali riportati di seguito. Questi studi hanno dimostrato che la dieta tipica del mondo occidentale, tende ad indebolire le strutture ossee della popolazione, soprattutto femminile, incrementando il rischio di sviluppare osteoporosi, grave patologia ossea con l’indebolimento della struttura ossea; questo fenomeno è dovuto anche al bilancio acido-alcalino . Nella pratica medica l’equilibrio acido – base viene per lo più ignorato, nonostante se ne possano rilevare, soprattutto nelle abitudini quotidiane, cambiamenti consistenti. Un’alimentazione scorretta infatti può portare ad uno squilibrio di acido – base, con conseguenti disturbi della digestione e delle funzioni escretorie. Numerose patologie, accompagnate dal dolore, possono essere trattate con una terapia basica. I benefici dell’acqua alcalina, già studiati dai medici giapponesi, sono il miglioramento della performance fisica, la protezione del dna dai danni ossidativi, maggiori effetti antiossidanti, riduzione dell’ipertensione sanguigna, nei problemi ginecologici nei disturbi addominali, e nella fermentazione intestinale. Invece nella prevenzione , gli effetti migliorativi, sono comprovate sia per malattie cardiache e intossicazioni sia in caso di malattie cutanee sia in caso di allergie sia nel trattamento del diabete sia nel trattamento dell’acidosi sia nel mantenimento del tessuto osseo. L’influenza dell’Elettrochimica ambientale dell’acqua si risente a livello di Sangue ,di Sudore, di Sistemi Tampone; da cui regolazione del pH durante l’esercizio fisico. Al giorno d’oggi, sono molti coloro che svolgono esercizio fisico per migliorare le prestazioni ed il proprio stato di salute. Esiste, però, la preoccupazione che troppa attività fisica, possa in realtà fare più male che bene. Ed è proprio a questo punto che interviene L’ACQUA ALCALINA E LE COMPRESSE OSMOLIFE 4.0 CHE POSSONO COMPENSARE LA TENDENZA AL PH ACIDO INDOTTO DELL’ESERCIZIO FISICO.

Il pH viene usato per misurare le proprietà acide, basiche o neutre delle soluzioni, dei fluidi e dei tessuti organici; il ph si misura su una scala da 0 a 14 il neutro, i gradi al di sotto del 7 sono considerati acidi,mentre quelli al di sopra sono considerati basici o alcalini. Per uno stato di salute ottimale, la chimica del sangue dev’essere leggermente alcalina 7,30 e 7,45. Se il pH si sposta troppo al di sotto o al di sopra di questo intervallo per un periodo prolungato, in genere si manifestano disturbi o malattie; MANTENERE UN ‘EQUILIBRIO ACIDO-BASE. In particolare i rifiuti acidi aggrediscono le articolazioni, i tessuti, i muscoli, gli organi e le ghiandole causando disfunzioni di grado diverso: per le articolazioni possono verificarsi artriti. I fattori che comportano una produzione eccessiva di acidi sono molteplici: l’età , lo stile di vita, stress o eccessivo uso di farmaci. In particolare i polmoni ed i reni con il passare degli anni perdono funzionalità, pertanto la corretta eliminazione delle scorie acide risulta ancora più difficile. I sintomi associati allo stato di acidosi metabolica sono: la stanchezza cronica, la scarsa concentrazione, la sonnolenza, I CRAMPI MUSCOLARI E ACIDO LATTICO, DOLORI MUSCOLARI E ARTICOLARI, infiammazioni frequenti, disturbi digestivi e intestinali, candidosi, cellulite e ritenzione idrica, osteoporosi, invecchiamento alopecia e calvizie. Ogni volta che l’organismo si trova in acidosi, alcuni sintomi delle patologie su indicate tendono a manifestarsi e se il problema viene trascurato i disturbi aumentano. Oltre alla semplice verifica dei sintomi di acidosi è utile effettuare una periodica misurazione dell’acidità per la prevenzione. I crampi sono DOLORI muscolari improvvisi e violenti causati dalla contrazione involontaria di uno o più muscoli. Sono più frequenti con l’avanzare dell’età, ma possono colpire chiunque; stati di fatica acuta determinano un’alterazione del turnover del calcio, ponendo la membrana del motoneurone in un nuovo livello di equilibrio in corrispondenza di un potenziale più elevato di quello di riposo. Le cause principali sono una insufficiente ossigenazione del muscolo, dal freddo , da carenza di sali minerali quali potassio ,calcio, magnesio e sodio, traumi fisici, oppure in conseguenza di uno sforzo prolungato o improvviso. Noi esamineremo proprio come influenza lo stato di salute e nello specifico i dolori e/o crampi muscolare, i liquidi che si assumono ed il miglioramento e/o benefici che si ottengono bevendo acqua del tipo alcalinizzata con un ph corretto. Con il controllo della quantità di sali minerali e degli elettroliti possiamo verificare il passaggio di fluidi dentro e fuori delle cellule. Il fattore da tenere sotto controllo sia giornalmente sia durante l’attività fisica sia nella alimentazione è il sodio che trovate come cloruro di sodio nel sale da tavola. Infatti perdiamo più sodio nel sudore rispetto agli altri elettroliti ed il reintegro di acqua senza sodio può portare a valori pericolosamente bassi nel sangue; il fenomeno è chiamato iponatriemia. In questo caso si possono verificare i crampi muscolari, pertanto per evitare il fenomeno, il sodio dovrebbe essere integrato con i fluidi. Gli elementi da controllare oltre al sodio sono :il magnesio che influisce sulle funzioni muscolari, nervose ed enzimatiche ed il potassio che regola il metabolismo idrico e la conduzione di impulsi nervosi e muscolari. Per chi pratica attività sportive del tipo agonistico è bene cominciare ad idratarsi già nelle 24 ore precedenti l’attività, mentre nei 20 minuti precedenti l’attività opportuno introdurre circa 400 ml di acqua preferibilmente alcalina proprio per avere un maggiore carico idrico ed essere più pronti ad affrontare la perdita di liquidi successiva. Questo perché perdendo molti liquidi, il plasma aumenta la sua osmolarità, pertanto integrando soltanto acqua o bevande povere di sodio, non si riesce a recuperare tutti i liquidi persi.

Metodo:

La ricerca scientifica sperimentale eseguita si è prefissa di dimostrare con il monitoraggio tutto ciò su enunciato. In particolare per questo sono stati arruolati n°90 pazienti in età compresa tra i 18-50 anni; di cui 53 di sesso maschile e 37 femminile precedentemente visitati dal fisiatra, il quale ha accertato che a parità di età e sesso soffrissero della stessa patologia muscolare. Di questi 90 pazienti di diverso genere ed età, 30 sono stati trattati solo con la fkt (massaggi e laser); 30 oltre alla fkt si sono impegnati a bere esclusivamente acqua alcalina in quantità indicata dallo stesso fisiatra (ovvero 6-8 bicchieri lontano dai pasti) prodotta dal dispositivo Osmolife plus® e fornita dal nostro centro medico per trenta giorni. I restanti 30 oltre alla fkt e bere esclusivamente acqua alcalina in quantità indicata dallo stesso fisiatra (ovvero 6-8 bicchieri lontano dai pasti) prodotta dal dispositivo Osmolife plus® e fornita dal nostro centro medico per trenta giorni, si sono impegnati ad assumere 2 compresse di Osmolife 4.0 al risveglio per 30 giorni . . Prima di iniziare la cura i 90 pazienti hanno compilato un questionario affinchè la fisiatra potesse valutare, frequenza, intensità e durata della sintomatologia

Risultati:

Al termine del trattamento i 90 pazienti sono stati sottoposti a nuova visita fisiatrica ed Audit per verificare lo stato del paziente, i dati sono stati riportati in grafici distinti per età, sesso e sintomatologie riscontrate in ingresso ed uscita del paziente. Per i pazienti trattati con acqua alcalina oltre alla Fkt: la frequenza dei crampi, intensità del dolore e durata si è ridotta di circa 30% in più rispetto ai trattamenti fisiatrici classici più evidenti per i pazienti di sesso femminile di giovane età . Per i pazienti trattati con acqua alcalina , compresse Osmolife 4.0 e Fkt: la frequenza dei crampi, intensità del dolore e durata si è ridotta di circa 40% in più rispetto ai trattamenti fisiatrici classici più evidenti per i pazienti di sesso femminile di giovane età e quindi di un 10 % in più rispetto achi ha associato alla fkt solo l’ utilizzo della acqua alcalina . Dai grafici si evince che con l’avanzare dell’età , le percentuali di miglioramento si riducono, da cui la necessità anche ai fini preventivi di una corretta idratazione e somministrazione per os di Sali minerali . I miglioramenti sono stati più rapidi nei soggetti giovani, grazie al metabolismo più veloce, mentre per le fasce di età superiori i tempi di risposta sono stati più lunghi. Ecco quindi che il trattamento fisiatrico, con una corretta attività sportiva , alimentazione bilanciata e utilizzo e consumo di acqua alcalina Osmolife Plus con l’ assunzione dei Sali minerali contenuti nelle compresse Osmolife 4.0, aumentano in modo significativo la qualità della vita, rappresentano fattori di prevenzione ed un ottimo rimedio naturale per alcune sintomatologie dolorosa.

Fonti scientifiche e precisazioni: Il bilancio acido-alcalino e suoi effetti sulla salute delle ossa,Susan E. Brown, Ph.D., CCN e Russell Jaffe, MD, Ph.D., CCN, International Journal of Integrative Medicine,Vol. 2, nr. 6 – Nov/Dic 2000
Biochem Biophys Commun.6 Maggio 1997- Shirahata S., Kabayama S., Nakano M., Miura T., Kusumoto K, Gotch M., Hayashi H., Otsubo K., Morisawa S, Katakura Y, Institute of Cellular Regulation Technology, Giappone
Esperimento sull’equilibrio acido-base , Autori: Rachel Casiday e Regina Frey, Dipartimento di Chimica, Washington University, St. Louis
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26 Lug 2017

Acqua alcalina micromineralizzata e riduzione dei crampi muscolari

L'articolo a cura del Dott Roberto Favata sull'acqua alcalina micromineralizzata e sulla riduzione dei crampi muscolari grazie all'acqua alcalina pubblicato sul magazine l'accademia del fitness-wellness-antiaging.

L’articolo a cura del Dott Roberto Favata sull’acqua alcalina micromineralizzata e sulla riduzione dei crampi muscolari grazie all’acqua alcalina pubblicato sul magazine l’accademia del fitness-wellness-antiaging.

PUBBLICATO IL PRIMO PROTOCOLLO SCIENTIFICO SULL’UTILIZZO DI ACQUA ALCALINA MICROMINERALIZZATA PER LA RIDUZIONE DEI CRAMPI MUSCOLARI

Che il metabolismo cellulare e in particolare quello di membrana non potesse prescindere dal potassio lo sapevamo già. Come sapevamo che le pompe ioniche per l’ottenimento del corretto potenziale di membrana dipendono dall’equilibrio dei due più importanti minerali alcalini a valenza elettrolitica, il sodio e il potassio appunto. Per queste ragioni l’accenno alla pompa Na-k è qui esclusivamente didascalico. Il ragionamento cambia valenza, a maggior ragione, quando ci accorgiamo che la problematica dei crampi muscolari sia sottovalutata sotto l’aspetto squisitamente metabolico. Le ormai poco sane abitudini alimentari di buona parte degli italiani, unite alla cronica carenza di alimentazione idrica , in senso quali-quantitativo, e alla ben nota pigrizia nei confronti del movimento, fanno sì che ingenti quantità di minerali alcalini nobili, in particolare K, Na, Mg e Ca, debbano essere impegnati dal sistema tampone per far fronte alla continua richiesta di compensazione causata dalla generalizzata acidosi metabolica, che affligge, a loro insaputa, la maggioranza degli italiani. Stili alimentari basati su alimenti raffinati poveri di minerali e fibre, eccesso di proteine animali e grassi saturi, scarsa quantità e qualità di acqua assunta, insufficiente ossigenazione dovuta alla vita sedentaria, comportano che la cellula possa trovarsi in condizioni di carenza o sub-carenza sia di potassio che di magnesio. Se consideriamo che il sodio è generalmente sovrabbondante, più che altro per l’eccesso culinario come cloruro, che il calcio trova nell’osso la miniera da cui essere asportato in grandi quantità (da cui osteoporosi), e che il magnesio viene spesso assunto dall’esterno attraverso integratori, o per i più evoluti da alimenti che lo contengono, riconosciamo al potassio un valore carenziale importante, soprattutto proprio a proposito di crampi muscolari. Guarda caso la sintomatologia dolorosa è più frequente nelle ore notturne, quando la curva del pH mesenchimale è più bassa, e maggiore è quindi la necessità di tamponare i metaboliti acidi. Tutto questo viene amplificato quando siamo in ambito sportivo, soprattutto agonistico, fitness, wellness, e in tutte quelle occasioni in cui un apporto fisiologico e costante di potassio, in equilibrio con il sodio, sia necessario per l’ottimizzazione della performance, sia questa muscolare che anti-aging. Perr quanto sopra esposto, la riflessione, squisitamente biochimica, ha portato a strutturare un primo protocollo su volontari umani , ovvero pazienti affetti da crampi e dolori muscolari, per verificare in vivo la risposta ad una corretta idratazione quali-quantitativa attraverso l’assunzione di acqua alcalina oligo-minerale su base K-Na, depurata e generata dal Dispositivo Medico di classe 1a OSMOLIFE PLUS, prodotto da Medical Division di Aquasana, azienda innovativa leader nel trattamento acqua e ormai dedicata a tempo pieno alla produzione di dispositivi medicali evoluti per la salute e il benessere. Lo studio è stato coordinato dalla Dott.ssa Sabina Ilaria Tatò, Medico Chirurgo, specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione, nonchè in Medicina del Lavoro. Di seguito una sintesi del lavoro scaricabile dalla pagina web http://www.eightforlife.org/correlazione-acqua-alcalina-crampi. Lo studio è stato condotto sull’interazione tra il consumo di acqua alcalina e i c.d. “dolori da spasmo”, come coadiuvante insieme a terapie FKT (Fisiokinesiterapia), nel caso specifico con riguardo al trattamento dei crampi muscolari. Per questo studio sono stati “arruolati” 60 soggetti, di età compresa fra i 18 e i 50 anni, di cui 38 di sesso maschile e 22 di sesso femminile. Tutti sono stati precedentemente visitati dal fisiatra, il quale ha verificato che, a parità di condizioni, quali età e sesso, avessero tutti contratto la stessa patologia muscolare: i crampi. In seguito, i sogetti sono stati suddivisi in maniera random e trattati, in percentuale uguale, o solo con la terapia FKT, o con la predetta terapia e acqua alcalina Osmolife, somministrata nella quantità indicata e consigliata dallo stesso fisiatra, cioè 6-8 bicchieri al giorno lontano dai pasti. Tutto questo per un periodo di 30 giorni. I parametri presi in considerazione per lo studio sono stati: frequenza dei crampi, intensità dei crampi e intensità del dolore. I risultati sono stati sorprendenti. Si è registrata, nei soggetti trattati con terapia FKT e acqua alcalina, una risposta di gran lunga migliore in termini di frequenza, durata e intensità dei crampi (meno dolore, meno frequenza e minor intensità), rispetto ai soggetti trattati con la sola terapia FKT che, al contrario, presentano livelli di gran lunga maggiori, al termine del periodo d’esame, rispetto ai parametri suddetti. L’unica variante registrata sta nei tempi di reazione, più breve nei soggetti più giovani, ma questo è assolutamente normale. Come emerge chiaramente dallo studio, frequenza, durata e intensità dei crampi sono diminuiti in quei soggetti che hanno utilizzato l’acqua alcalina come coadiuvante alla terapia FKT. Questo risultato rappresenta un argomento di sicuro interesse per tutti coloro che svolgono una costante e intensa attività sportiva, viste le limitazioni che conseguono al contrarre determinate tipologie di “infortuni”, che tengono fermi abbastanza a lungo chi la pratica. Come si evince dai risultati, il ruolo di una corretta idratazione grazie ad un’acqua opportunamente depurata da un processo osmotico e re-mineralizzata con un concentrato alcalino medicale su base K-Na, risulta evidente e vincente. E’ altresì evidente come tutto questo porti subito a considerare la potente azione de-acidificante di questo tipo di acqua, perfettamente depurata, oligominerale e alcalina, a proposito di acido lattico. Argomento questo, notissimo agli atleti e alla medicina sportiva, perchè se è vero che in Formula 1 sono i millesimi a fare la differenza, nel muscolo è la rimozione veloce dell’acido lattico a far guadagnare i centesimi di secondo necessari a vincere una gara o saltare più in alto di qualche centimetro.

Dott. Roberto Favata

Biochimica alimentare

Coordinatore Comitato Scientifico

Eight for Life

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15 Feb 2017
10 Ago 2016

Emergenza idrica in provincia di Mantova.

Sabbioneta senz’acqua.

La notizia è di ieri: le falde acquifere che, attraverso pozzi privati, riforniscono la maggior parte degli abitanti della zona di Sabbioneta, contengono troppo arsenico e, di conseguenza, l’acqua che “erogano” non è potabile.acqua-non-potabile

Nell’articolo della Gazzetta di Mantova (qui), vengono riportate le parole del responsabile tecnico dell’Amministrazione comunale di Sabbioneta Andrea Marchini, che ha ricevuto l’incarico di indire una gara per la realizzazione di un punto di distribuzione acqua potabile con relativa struttura in legno:

” Il Comune di Sabbioneta è sprovvisto della rete di acquedotto per la distribuzione di acqua potabile.Il monitoraggio della qualità delle acque effettuato su pozzi privati, ha evidenziato una diffusa non idoneità delle acque per il consumo umano, soprattutto in merito all’alto valore di arsenico che contengono. In attesa di una soluzione infrastrutturale da parte dell’ente gestore del servizio idrico integrato della provincia di Mantova, è necessario mettere a disposizione della cittadinanza, acqua potabile per scopi alimentari attraverso la realizzazione di un punto di distribuzione dotato di opportuni sistemi di trattamento delle acque. Tale iniziativa, unitamente alle specifiche campagne di sensibilizzazione, dovrebbe anche contribuire a un uso più razionale della risorsa idrica e alla riduzione delle bottiglie e degli imballaggi di plastica con positive ripercussioni sull’ambiente.”

Ricordiamo che il Comune di Sabbioneta consta di circa 4.000 abitanti, quindi la domanda che ci poniamo è la seguente: quanto sarà complicato il rifornimento per 4.000 persone da un solo punto di distribuzione ?

E, di conseguenza quanto avrà successo la campagna di sensibilizzazione contro sprechi e inquinamento legato a bottiglie e imballaggi di plastica?

Perchè non sondare “altri canali”?

Cosa ne pensate voi?

 

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27 Lug 2016

5 cose che non sai sull’idratazione pt 3

C’è un legame fra obesità infantile e idratazione.

Il Dott. Claudio Maffeis, direttore UOC di pediatria ad indirizzo Dietologico e Malattie del metabolismo e Direttore del Centro Regionale Diabetologia Pediatrica Azienda Ospedaliera Universitaria Ospedale civile Maggiore Borgo Trento di Verona, nel 2015, a margine del congresso EHI, esprimeva le sue considerazioni rispetto al rapporto tra obesità infantile e idratazione.person-775073_1920

“Lo stato di idratazione è importante nei ragazzi per ottimizzare sia le prestazioni intellettive, sia quelle motorie”, e ancora “anche il metabolismo risulta influenzato dallo stato di idratazione”.

Queste considerazioni, da contestualizzare all’interno di un discorso più ampio, quello appunto sull’obesità infantile, fenomeno in preoccupante ascesa in tutto il mondo, erano supportate dai risultati di uno studio della Società Italiana Pediatria.

Questi risultati avevano evidenziato come si fosse riscontrato un legame, o meglio, un’associazione inversa, tra eccesso di peso rilevato nei bambini affetti da obesità oggetto dello studio (range d’età 7 – 11 anni) e i loro pari età senza problemi di peso.

In parole povere i bambini con problemi di peso sono risultati essere meno idratati di quelli in cui questa problematica non era presente.

Quindi, in conclusione, si ritiene che i liquidi assumano un ruolo chiave nella lotta alla piaga dell’obesità infantile.

Ma non tutti!

Come riportato anche  in questo articolo, non tutti i liquidi sono funzionali alla lotta all’obesità infantile, anzi; il Dott. Maffeis (ma non solo) punta il dito sul consumo di bevande gasate e succhi di frutta zuccherati,  che hanno un enorme apporto calorico e scarso valore nutrizionale, indicandoli come una delle principali cause del diffondersi di questa patologia, oltre a vita sedentaria e cattiva alimentazione.

Quindi, la conclusione, “preferire l’acqua” e, come riporta l’EFSA (l’Autorità Europea per la sicurezza alimentare), in queste quantità (rispetto all’età):

  1. bambini range 2 – 3 anni, 1,3 litri di acqua al giorno;
  2. bambini range 4 – 8 anni, 1,6 litri di acqua al giorno;
  3. bambini (maschi) 9 – 13 anni, 2,1 litri di acqua al giorno;
  4. bambine 9-13 anni, 1,9 litri di acqua al giorno.

Continuate a seguirci per ulteriori aggiornamenti.

 

 

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20 Lug 2016

Emergenza acqua a Parchitello, Noicattaro (BA)

Il 18 luglio i residenti di Parchitello, il famoso complesso residenziale alle porte di Noicattaro (BA), hanno ricevuto una comunicazione con cui venivano avvisati dell’esito di analisi di laboratorio effettuate sulla rete idrica interna.

Come potete leggere nel documento, sono stati rinvenuti batteri “coliformi” in alcuni punti della rete, che rendono pericoloso l’utilizzo dell’acqua per le normali attività giornaliere.

In calce alla comunicazione sono anche indicate le line guida da osservare per poter utilizzare l’acqua di rubinetto senza correre rischi.

Al momento non si registrano conseguenze di alcun genere tra i residenti, probabilmente anche alla luce della tempestività della comunicazione dei risultati delle analisi.

Continuate a seguirci per maggiori informazioni o contattate il numero verde 800926377 per chiedere informazioni a un esperto Medical Division.Parchitello senz'acqua

 

 

 

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13 Lug 2016

5 cose che non sai sull’idratazione pt 2

La disidratazione altera le facoltà cognitive.

La disidratazione altera le facoltà cognitive, questo è il risultato di uno studio condotto (qui) su infermieri e dottori di turno dell‘Università di Nottingham.

Lo studio partiva dal presupposto che una lieve disidratazione, pari al 2% del peso corporeo totale, avrebbe potuto comportare una diminuzione delle capacità fisiche e cognitive.

Lo studio è stato effettuato su 92 tra medici e infermieri, che prima dell’inizio dei rispettivi turni hanno fornito:

  1. campioni di urina
  2. dati su altezza e peso
  3. campioni di sangue

I soggetti sono stati inoltre sottoposti a test cognitivi, tra cui lo Steinberg Memory Paradigm.

Questi i risultati:Partecipanti allo studio- 92

Continuate a seguirci per restare informati!

 

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06 Lug 2016

5 cose che non sai sull’idratazione pt 1 (per l’Estate e non)

Disidratazione (in estate e non solo): gli effetti sulla guida

L’Estate è iniziata, e con lei quei tanto agognati week end al mare per cui siamo disposti a imbarcarci in improbabili esodi che ci bloccano per ore all’interno degli abitacoli delle nostre automobili.

Quindi, vi chiederete, cosa c’entrano la guida, l’estate e la corretta idratazione?

Molto, almeno secondo quanto riportato da uno studio del 2015 pubblicato su Physiology and Behaviour.

L’esperimento, condotto su 11 soggetti maschi tra i 18 e i 26 anni ha dimostrato che anche una leggera disidratazione:

  1.  altera le funzioni cognitive e l’umore;
  2. è correlata a un aumento degli errori al volante.Schermata 2016-07-06 alle 11.27.27

Inoltre lo studio ha anche provato che più aumenta lo stato di disidratazione, più aumentano gli errori al volante, così come risentono di questo stato anche la concentrazione e i riflessi.

Questo studio è solo una delle tante dimostrazioni che una corretta idratazione è importantissima per mantenere uno stato di buona salute, ovviamente coadiuvato da una corretta alimentazione.

E noi di Medical Division lo sappiamo bene, visto che sono più di vent’anni che ci occupiamo di informare e fornire i giusti mezzi alla gente per far comprendere quanto sia importante una corretta idratazione.

Continuate a seguirci per nuove e interessanti curiosità relative all’acqua e all’idratazione.

 

 

 

 

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28 Giu 2016

IL FANGO TRAVESTITO DA INFORMAZIONE

 

L’INFORMAZIONE SANA NON E’ DENIGRATORIA: MEGLIO QUELLA DISINTERESSATA

Capita, a volte, che nella vastità della rete, la “fame” di informazioni del consumatore sia SFRUTTATA sapientemente da sedicenti siti di informazione scientifica, per fini ben lontani dal sincero interesse per la salute del prossimo.

E’ il caso di un articolo apparso sul sito acqua-alcalina.net, quello che per una serie di considerazioni che di seguito esporremo, sembrerebbe essere il classico esempio di sito – civetta che serve per dare una pseudo base scientifica a un’attività commerciale che, solitamente, viene poi citata in fondo all’articolo.

In questo caso lo schema prevede il “consiglio disinteressato” che, in coda ad un articolo sulle bufale del “mondo alcalino” nei confronti dei consumatori, direziona il lettore verso un noto brand del settore.

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L’articolo a cui ci riferiamo, pubblicato nella giornata di ieri 27.06.2016, non è altro che un goffo tentativo di fare una pubblicità comparativa tra due aziende rivali.

Il meccanismo è semplice: GETTARE FANGO su un concorrente attraverso un sapiente utilizzo di accostamenti denigratori (utilizzo del termine bufala in maniera ripetuta) e giochi di parole fortemente allusivi, per poi “mostrare” le presunte qualità del proprio prodotto.

In particolare, nell’articolo in oggetto, sono riportate come vere una serie di considerazioni che, se lette con attenzione e con occhio “obiettivo”, risulterebbero invece fuorvianti.

Ecco che sfruttare la confusione sull’“argomento alcalino” – da sempre controverso ed oggetto di studi – e utilizzare termini gridati e sensazionalistici (bufala o verità?) ci sembra la scorciatoia per una strategia di marketing basata sullo spicciolo concetto del “click- baiting.

L’intento emerge chiaramente: la contrapposizione concettuale bufala-verità per generare nella mente di chi legge il paragone tra due dispositivi.

Questo si evince in maniera evidente dalla struttura dell’articolo, ma emerge solo alla fine dello stesso.

Il problema? L’assenza di autorevoli fonti, a parte generici studi ovviamente da verificare.

La ragione di questo piglio denigratorio e di questa voglia di “fare chiarezza” emerge esplicitamente alla fine dell’articolo: la promozione di un brand del settore come esponente di massima autorevolezza e la sponsorizzazione del prodotto di punta del momento.

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Non ci sono prove concrete di un legame tra blog e azienda, ma due considerazioni da fare:

  • Che senso ha la pubblicità di un prodotto in un articolo di divulgazione/debunking scientifico?
  • Non appare sospetta e fuorviante la pubblicità di un competitor in un articolo di carattere denigratorio?

Ma non finisce qui!

C’è un dato che il portale di informazione non prende in considerazione, nonostante l’ultimo accorato invito che fa ai lettori circa l’attenzione da manifestare nei confronti dei professionisti del settore: a volte, le aziende che si decide di sponsorizzare, possono non essere del tutto prive di macchia.

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Proprio in riferimento a questo caso, notiamo che il marchio promosso in calce all’articolo, risulta coincidente con un’azienda condannata da poco dall’Antitrust per pubblicità ingannevole, cioè per aver INGANNATO il consumatore.

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La domanda, quindi, nasce spontanea:

Che credibilità ha un sito di informazione scientifica che “spinge” un’azienda CONDANNATA per aver MENTITO al CONSUMATORE?

Lasciamo a VOI lettori la risposta.

Qui sotto, invece, l’intervista al Dott. Favata, bioagronomo alimentare, specializzato in biochimica degli alimenti, sicurezza alimentare, processi produttivi ecocompatibili, sistemi qualità certificati, che ci fornisce alcuni importanti chiarimenti sulla differenza tra ionizzatore a piastre e ionosmotizzatore Osmolife Plus.

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10 Giu 2016

Emergenza acqua a Taranto

Taranto non conosce pace, purtroppo.

Dopo l’ILVA un’altra emergenza sanitario-ecologica affligge la città pugliese.

«Gli esiti della caratterizzazione ambientale hanno rilevato il superamento dei limiti legislativi nelle acque profonde per il parametro Pcb e piombo e la conseguente analisi di rischio ha evidenziato un rischio cancerogeno e non cancerogeno per ingestione di acqua di falda non accettabile». Questa la motivazione che ieri ha spinto il sindaco Stefàno a firmare una ordinanza per vietare l’utilizzo delle acque di falda prelevate dai pozzi ricadenti nella perimetrazione interessata dalla contaminazione. A fine gennaio l’Amiu ha trasmesso al Ministero dell’Ambiente gli esiti della caratterizzazione ambientale e della successiva analisi di rischio effettuata nell’area, di proprietà dell’ex municipalizzata, che si trova in località La Riccia – Giardinello, denominata Pasquinelli. Dai dati contenuti nelle relazioni è emerso il superamento dei limiti di legge per pcb e piombo. Circostanza che comporterebbe un «rischio cancerogeno e non cancerogeno per ingestione di acqua di falda».

Questo un estratto del comunicato del Sindaco Stefàno il quale, a seguito delle analisi effettuate sull’acqua di falda prelevata in “Località La Riccia – Giardinello”, ha deciso di firmare una ordinanza che impone il divieto di utilizzare le acque di falda prelevate dai pozzi situati nella zone interessata dalla contaminazione.

Questo provvedimento è una misura necessaria ma temporanea in attesa di acquisire lo studio e le analisi sulle acque sotterranee profonde, in corso di predisposizione da parte del commissario straordinario per gli interventi di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto.

Un’altra difficile pagina per la città Pugliese, che già da anni si trova a dover fronteggiare enormi problemi legati all’ambiente.

(fonte: qui)

 

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