10 Giu

Emergenza acqua a Taranto

Taranto non conosce pace, purtroppo.

Dopo l’ILVA un’altra emergenza sanitario-ecologica affligge la città pugliese.

«Gli esiti della caratterizzazione ambientale hanno rilevato il superamento dei limiti legislativi nelle acque profonde per il parametro Pcb e piombo e la conseguente analisi di rischio ha evidenziato un rischio cancerogeno e non cancerogeno per ingestione di acqua di falda non accettabile». Questa la motivazione che ieri ha spinto il sindaco Stefàno a firmare una ordinanza per vietare l’utilizzo delle acque di falda prelevate dai pozzi ricadenti nella perimetrazione interessata dalla contaminazione. A fine gennaio l’Amiu ha trasmesso al Ministero dell’Ambiente gli esiti della caratterizzazione ambientale e della successiva analisi di rischio effettuata nell’area, di proprietà dell’ex municipalizzata, che si trova in località La Riccia – Giardinello, denominata Pasquinelli. Dai dati contenuti nelle relazioni è emerso il superamento dei limiti di legge per pcb e piombo. Circostanza che comporterebbe un «rischio cancerogeno e non cancerogeno per ingestione di acqua di falda».

Questo un estratto del comunicato del Sindaco Stefàno il quale, a seguito delle analisi effettuate sull’acqua di falda prelevata in “Località La Riccia – Giardinello”, ha deciso di firmare una ordinanza che impone il divieto di utilizzare le acque di falda prelevate dai pozzi situati nella zone interessata dalla contaminazione.

Questo provvedimento è una misura necessaria ma temporanea in attesa di acquisire lo studio e le analisi sulle acque sotterranee profonde, in corso di predisposizione da parte del commissario straordinario per gli interventi di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto.

Un’altra difficile pagina per la città Pugliese, che già da anni si trova a dover fronteggiare enormi problemi legati all’ambiente.

(fonte: qui)

 

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