15 Feb 2017
10 Ago 2016

Emergenza idrica in provincia di Mantova.

Sabbioneta senz’acqua.

La notizia è di ieri: le falde acquifere che, attraverso pozzi privati, riforniscono la maggior parte degli abitanti della zona di Sabbioneta, contengono troppo arsenico e, di conseguenza, l’acqua che “erogano” non è potabile.acqua-non-potabile

Nell’articolo della Gazzetta di Mantova (qui), vengono riportate le parole del responsabile tecnico dell’Amministrazione comunale di Sabbioneta Andrea Marchini, che ha ricevuto l’incarico di indire una gara per la realizzazione di un punto di distribuzione acqua potabile con relativa struttura in legno:

” Il Comune di Sabbioneta è sprovvisto della rete di acquedotto per la distribuzione di acqua potabile.Il monitoraggio della qualità delle acque effettuato su pozzi privati, ha evidenziato una diffusa non idoneità delle acque per il consumo umano, soprattutto in merito all’alto valore di arsenico che contengono. In attesa di una soluzione infrastrutturale da parte dell’ente gestore del servizio idrico integrato della provincia di Mantova, è necessario mettere a disposizione della cittadinanza, acqua potabile per scopi alimentari attraverso la realizzazione di un punto di distribuzione dotato di opportuni sistemi di trattamento delle acque. Tale iniziativa, unitamente alle specifiche campagne di sensibilizzazione, dovrebbe anche contribuire a un uso più razionale della risorsa idrica e alla riduzione delle bottiglie e degli imballaggi di plastica con positive ripercussioni sull’ambiente.”

Ricordiamo che il Comune di Sabbioneta consta di circa 4.000 abitanti, quindi la domanda che ci poniamo è la seguente: quanto sarà complicato il rifornimento per 4.000 persone da un solo punto di distribuzione ?

E, di conseguenza quanto avrà successo la campagna di sensibilizzazione contro sprechi e inquinamento legato a bottiglie e imballaggi di plastica?

Perchè non sondare “altri canali”?

Cosa ne pensate voi?

 

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27 Lug 2016

5 cose che non sai sull’idratazione pt 3

C’è un legame fra obesità infantile e idratazione.

Il Dott. Claudio Maffeis, direttore UOC di pediatria ad indirizzo Dietologico e Malattie del metabolismo e Direttore del Centro Regionale Diabetologia Pediatrica Azienda Ospedaliera Universitaria Ospedale civile Maggiore Borgo Trento di Verona, nel 2015, a margine del congresso EHI, esprimeva le sue considerazioni rispetto al rapporto tra obesità infantile e idratazione.person-775073_1920

“Lo stato di idratazione è importante nei ragazzi per ottimizzare sia le prestazioni intellettive, sia quelle motorie”, e ancora “anche il metabolismo risulta influenzato dallo stato di idratazione”.

Queste considerazioni, da contestualizzare all’interno di un discorso più ampio, quello appunto sull’obesità infantile, fenomeno in preoccupante ascesa in tutto il mondo, erano supportate dai risultati di uno studio della Società Italiana Pediatria.

Questi risultati avevano evidenziato come si fosse riscontrato un legame, o meglio, un’associazione inversa, tra eccesso di peso rilevato nei bambini affetti da obesità oggetto dello studio (range d’età 7 – 11 anni) e i loro pari età senza problemi di peso.

In parole povere i bambini con problemi di peso sono risultati essere meno idratati di quelli in cui questa problematica non era presente.

Quindi, in conclusione, si ritiene che i liquidi assumano un ruolo chiave nella lotta alla piaga dell’obesità infantile.

Ma non tutti!

Come riportato anche  in questo articolo, non tutti i liquidi sono funzionali alla lotta all’obesità infantile, anzi; il Dott. Maffeis (ma non solo) punta il dito sul consumo di bevande gasate e succhi di frutta zuccherati,  che hanno un enorme apporto calorico e scarso valore nutrizionale, indicandoli come una delle principali cause del diffondersi di questa patologia, oltre a vita sedentaria e cattiva alimentazione.

Quindi, la conclusione, “preferire l’acqua” e, come riporta l’EFSA (l’Autorità Europea per la sicurezza alimentare), in queste quantità (rispetto all’età):

  1. bambini range 2 – 3 anni, 1,3 litri di acqua al giorno;
  2. bambini range 4 – 8 anni, 1,6 litri di acqua al giorno;
  3. bambini (maschi) 9 – 13 anni, 2,1 litri di acqua al giorno;
  4. bambine 9-13 anni, 1,9 litri di acqua al giorno.

Continuate a seguirci per ulteriori aggiornamenti.

 

 

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13 Lug 2016

5 cose che non sai sull’idratazione pt 2

La disidratazione altera le facoltà cognitive.

La disidratazione altera le facoltà cognitive, questo è il risultato di uno studio condotto (qui) su infermieri e dottori di turno dell‘Università di Nottingham.

Lo studio partiva dal presupposto che una lieve disidratazione, pari al 2% del peso corporeo totale, avrebbe potuto comportare una diminuzione delle capacità fisiche e cognitive.

Lo studio è stato effettuato su 92 tra medici e infermieri, che prima dell’inizio dei rispettivi turni hanno fornito:

  1. campioni di urina
  2. dati su altezza e peso
  3. campioni di sangue

I soggetti sono stati inoltre sottoposti a test cognitivi, tra cui lo Steinberg Memory Paradigm.

Questi i risultati:Partecipanti allo studio- 92

Continuate a seguirci per restare informati!

 

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10 Giu 2016

Emergenza acqua a Taranto

Taranto non conosce pace, purtroppo.

Dopo l’ILVA un’altra emergenza sanitario-ecologica affligge la città pugliese.

«Gli esiti della caratterizzazione ambientale hanno rilevato il superamento dei limiti legislativi nelle acque profonde per il parametro Pcb e piombo e la conseguente analisi di rischio ha evidenziato un rischio cancerogeno e non cancerogeno per ingestione di acqua di falda non accettabile». Questa la motivazione che ieri ha spinto il sindaco Stefàno a firmare una ordinanza per vietare l’utilizzo delle acque di falda prelevate dai pozzi ricadenti nella perimetrazione interessata dalla contaminazione. A fine gennaio l’Amiu ha trasmesso al Ministero dell’Ambiente gli esiti della caratterizzazione ambientale e della successiva analisi di rischio effettuata nell’area, di proprietà dell’ex municipalizzata, che si trova in località La Riccia – Giardinello, denominata Pasquinelli. Dai dati contenuti nelle relazioni è emerso il superamento dei limiti di legge per pcb e piombo. Circostanza che comporterebbe un «rischio cancerogeno e non cancerogeno per ingestione di acqua di falda».

Questo un estratto del comunicato del Sindaco Stefàno il quale, a seguito delle analisi effettuate sull’acqua di falda prelevata in “Località La Riccia – Giardinello”, ha deciso di firmare una ordinanza che impone il divieto di utilizzare le acque di falda prelevate dai pozzi situati nella zone interessata dalla contaminazione.

Questo provvedimento è una misura necessaria ma temporanea in attesa di acquisire lo studio e le analisi sulle acque sotterranee profonde, in corso di predisposizione da parte del commissario straordinario per gli interventi di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto.

Un’altra difficile pagina per la città Pugliese, che già da anni si trova a dover fronteggiare enormi problemi legati all’ambiente.

(fonte: qui)

 

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06 Giu 2016

L’acqua “sporca” di Fino Morasco.

Fino Morasco, in provincia di Lecco, si mobilita per “l’acqua cattiva”.
Obiettivo Comune (la lista civica che aveva presentato il candidato sindaco risultato secondo alle elezioni del 2014) sta organizzando in tutto il paese una vasta campagna per chiedere alle autorità competenti più controlli e analisi sul sistema idrico.
Molti cittadini, come si legge, lamentano un livello di salubrità delle acque preoccupante, caratterizzato da presenza di residui di terra, calcare e per l’uso massiccio di cloro.
Le immagini nell’articolo non lasciano granchè all’immaginazione.
(Fonte: http://www.laprovinciadilecco.it/…/acqua-di-fino-mornasco-…/)

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02 Giu 2016

A Novi Ligure manca l’acqua potabile.

Risale alla scorsa settimana, al 27maggio (per la precisione), una delle ultime “emergenze idriche” che ha colpito una città italiana.

Questa volta sotto i riflettori Novi Ligure in cui, appunto il giorno 27 dello scorso maggio, il sindaco Rocchino Muliere ha emesso un’ordinanza di non potabilità dell’acqua erogata nel territorio comunale, che poteva essere utilizzata, quindi, solo a scopo igienico sanitario.
Le analisi eseguite dall’Arpa di Alessandria hanno rilevato la presenza di batteri coliformi ed escherichia coli in quantità superiori alla norma; in altri punti della città si sono invece registrati valori nella norma.
Fortunatamente l’emergenza è rientrata in meno di 48 ore, permettendo ai cittadini di Novi Ligure di riprendere a utilizzare l’acqua del rubinetto, ma certamente questo caso, come molti altri avvenuti nel recente passato (vd. Casamassima in provincia di Bari), devono spingere a una riflessione sullo stato delle acque e degli impianti sul territorio nazionale.
(fonte: http://www.lastampa.it/…/acqua-non-potabile-a-n…/pagina.html )

 

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