10 Ago 2016

Emergenza idrica in provincia di Mantova.

Sabbioneta senz’acqua.

La notizia è di ieri: le falde acquifere che, attraverso pozzi privati, riforniscono la maggior parte degli abitanti della zona di Sabbioneta, contengono troppo arsenico e, di conseguenza, l’acqua che “erogano” non è potabile.acqua-non-potabile

Nell’articolo della Gazzetta di Mantova (qui), vengono riportate le parole del responsabile tecnico dell’Amministrazione comunale di Sabbioneta Andrea Marchini, che ha ricevuto l’incarico di indire una gara per la realizzazione di un punto di distribuzione acqua potabile con relativa struttura in legno:

” Il Comune di Sabbioneta è sprovvisto della rete di acquedotto per la distribuzione di acqua potabile.Il monitoraggio della qualità delle acque effettuato su pozzi privati, ha evidenziato una diffusa non idoneità delle acque per il consumo umano, soprattutto in merito all’alto valore di arsenico che contengono. In attesa di una soluzione infrastrutturale da parte dell’ente gestore del servizio idrico integrato della provincia di Mantova, è necessario mettere a disposizione della cittadinanza, acqua potabile per scopi alimentari attraverso la realizzazione di un punto di distribuzione dotato di opportuni sistemi di trattamento delle acque. Tale iniziativa, unitamente alle specifiche campagne di sensibilizzazione, dovrebbe anche contribuire a un uso più razionale della risorsa idrica e alla riduzione delle bottiglie e degli imballaggi di plastica con positive ripercussioni sull’ambiente.”

Ricordiamo che il Comune di Sabbioneta consta di circa 4.000 abitanti, quindi la domanda che ci poniamo è la seguente: quanto sarà complicato il rifornimento per 4.000 persone da un solo punto di distribuzione ?

E, di conseguenza quanto avrà successo la campagna di sensibilizzazione contro sprechi e inquinamento legato a bottiglie e imballaggi di plastica?

Perchè non sondare “altri canali”?

Cosa ne pensate voi?

 

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20 Lug 2016

Emergenza acqua a Parchitello, Noicattaro (BA)

Il 18 luglio i residenti di Parchitello, il famoso complesso residenziale alle porte di Noicattaro (BA), hanno ricevuto una comunicazione con cui venivano avvisati dell’esito di analisi di laboratorio effettuate sulla rete idrica interna.

Come potete leggere nel documento, sono stati rinvenuti batteri “coliformi” in alcuni punti della rete, che rendono pericoloso l’utilizzo dell’acqua per le normali attività giornaliere.

In calce alla comunicazione sono anche indicate le line guida da osservare per poter utilizzare l’acqua di rubinetto senza correre rischi.

Al momento non si registrano conseguenze di alcun genere tra i residenti, probabilmente anche alla luce della tempestività della comunicazione dei risultati delle analisi.

Continuate a seguirci per maggiori informazioni o contattate il numero verde 800926377 per chiedere informazioni a un esperto Medical Division.Parchitello senz'acqua

 

 

 

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06 Lug 2016

5 cose che non sai sull’idratazione pt 1 (per l’Estate e non)

Disidratazione (in estate e non solo): gli effetti sulla guida

L’Estate è iniziata, e con lei quei tanto agognati week end al mare per cui siamo disposti a imbarcarci in improbabili esodi che ci bloccano per ore all’interno degli abitacoli delle nostre automobili.

Quindi, vi chiederete, cosa c’entrano la guida, l’estate e la corretta idratazione?

Molto, almeno secondo quanto riportato da uno studio del 2015 pubblicato su Physiology and Behaviour.

L’esperimento, condotto su 11 soggetti maschi tra i 18 e i 26 anni ha dimostrato che anche una leggera disidratazione:

  1.  altera le funzioni cognitive e l’umore;
  2. è correlata a un aumento degli errori al volante.Schermata 2016-07-06 alle 11.27.27

Inoltre lo studio ha anche provato che più aumenta lo stato di disidratazione, più aumentano gli errori al volante, così come risentono di questo stato anche la concentrazione e i riflessi.

Questo studio è solo una delle tante dimostrazioni che una corretta idratazione è importantissima per mantenere uno stato di buona salute, ovviamente coadiuvato da una corretta alimentazione.

E noi di Medical Division lo sappiamo bene, visto che sono più di vent’anni che ci occupiamo di informare e fornire i giusti mezzi alla gente per far comprendere quanto sia importante una corretta idratazione.

Continuate a seguirci per nuove e interessanti curiosità relative all’acqua e all’idratazione.

 

 

 

 

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28 Giu 2016

IL FANGO TRAVESTITO DA INFORMAZIONE

 

L’INFORMAZIONE SANA NON E’ DENIGRATORIA: MEGLIO QUELLA DISINTERESSATA

Capita, a volte, che nella vastità della rete, la “fame” di informazioni del consumatore sia SFRUTTATA sapientemente da sedicenti siti di informazione scientifica, per fini ben lontani dal sincero interesse per la salute del prossimo.

E’ il caso di un articolo apparso sul sito acqua-alcalina.net, quello che per una serie di considerazioni che di seguito esporremo, sembrerebbe essere il classico esempio di sito – civetta che serve per dare una pseudo base scientifica a un’attività commerciale che, solitamente, viene poi citata in fondo all’articolo.

In questo caso lo schema prevede il “consiglio disinteressato” che, in coda ad un articolo sulle bufale del “mondo alcalino” nei confronti dei consumatori, direziona il lettore verso un noto brand del settore.

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L’articolo a cui ci riferiamo, pubblicato nella giornata di ieri 27.06.2016, non è altro che un goffo tentativo di fare una pubblicità comparativa tra due aziende rivali.

Il meccanismo è semplice: GETTARE FANGO su un concorrente attraverso un sapiente utilizzo di accostamenti denigratori (utilizzo del termine bufala in maniera ripetuta) e giochi di parole fortemente allusivi, per poi “mostrare” le presunte qualità del proprio prodotto.

In particolare, nell’articolo in oggetto, sono riportate come vere una serie di considerazioni che, se lette con attenzione e con occhio “obiettivo”, risulterebbero invece fuorvianti.

Ecco che sfruttare la confusione sull’“argomento alcalino” – da sempre controverso ed oggetto di studi – e utilizzare termini gridati e sensazionalistici (bufala o verità?) ci sembra la scorciatoia per una strategia di marketing basata sullo spicciolo concetto del “click- baiting.

L’intento emerge chiaramente: la contrapposizione concettuale bufala-verità per generare nella mente di chi legge il paragone tra due dispositivi.

Questo si evince in maniera evidente dalla struttura dell’articolo, ma emerge solo alla fine dello stesso.

Il problema? L’assenza di autorevoli fonti, a parte generici studi ovviamente da verificare.

La ragione di questo piglio denigratorio e di questa voglia di “fare chiarezza” emerge esplicitamente alla fine dell’articolo: la promozione di un brand del settore come esponente di massima autorevolezza e la sponsorizzazione del prodotto di punta del momento.

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Non ci sono prove concrete di un legame tra blog e azienda, ma due considerazioni da fare:

  • Che senso ha la pubblicità di un prodotto in un articolo di divulgazione/debunking scientifico?
  • Non appare sospetta e fuorviante la pubblicità di un competitor in un articolo di carattere denigratorio?

Ma non finisce qui!

C’è un dato che il portale di informazione non prende in considerazione, nonostante l’ultimo accorato invito che fa ai lettori circa l’attenzione da manifestare nei confronti dei professionisti del settore: a volte, le aziende che si decide di sponsorizzare, possono non essere del tutto prive di macchia.

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Proprio in riferimento a questo caso, notiamo che il marchio promosso in calce all’articolo, risulta coincidente con un’azienda condannata da poco dall’Antitrust per pubblicità ingannevole, cioè per aver INGANNATO il consumatore.

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La domanda, quindi, nasce spontanea:

Che credibilità ha un sito di informazione scientifica che “spinge” un’azienda CONDANNATA per aver MENTITO al CONSUMATORE?

Lasciamo a VOI lettori la risposta.

Qui sotto, invece, l’intervista al Dott. Favata, bioagronomo alimentare, specializzato in biochimica degli alimenti, sicurezza alimentare, processi produttivi ecocompatibili, sistemi qualità certificati, che ci fornisce alcuni importanti chiarimenti sulla differenza tra ionizzatore a piastre e ionosmotizzatore Osmolife Plus.

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10 Giu 2016

Emergenza acqua a Taranto

Taranto non conosce pace, purtroppo.

Dopo l’ILVA un’altra emergenza sanitario-ecologica affligge la città pugliese.

«Gli esiti della caratterizzazione ambientale hanno rilevato il superamento dei limiti legislativi nelle acque profonde per il parametro Pcb e piombo e la conseguente analisi di rischio ha evidenziato un rischio cancerogeno e non cancerogeno per ingestione di acqua di falda non accettabile». Questa la motivazione che ieri ha spinto il sindaco Stefàno a firmare una ordinanza per vietare l’utilizzo delle acque di falda prelevate dai pozzi ricadenti nella perimetrazione interessata dalla contaminazione. A fine gennaio l’Amiu ha trasmesso al Ministero dell’Ambiente gli esiti della caratterizzazione ambientale e della successiva analisi di rischio effettuata nell’area, di proprietà dell’ex municipalizzata, che si trova in località La Riccia – Giardinello, denominata Pasquinelli. Dai dati contenuti nelle relazioni è emerso il superamento dei limiti di legge per pcb e piombo. Circostanza che comporterebbe un «rischio cancerogeno e non cancerogeno per ingestione di acqua di falda».

Questo un estratto del comunicato del Sindaco Stefàno il quale, a seguito delle analisi effettuate sull’acqua di falda prelevata in “Località La Riccia – Giardinello”, ha deciso di firmare una ordinanza che impone il divieto di utilizzare le acque di falda prelevate dai pozzi situati nella zone interessata dalla contaminazione.

Questo provvedimento è una misura necessaria ma temporanea in attesa di acquisire lo studio e le analisi sulle acque sotterranee profonde, in corso di predisposizione da parte del commissario straordinario per gli interventi di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto.

Un’altra difficile pagina per la città Pugliese, che già da anni si trova a dover fronteggiare enormi problemi legati all’ambiente.

(fonte: qui)

 

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07 Giu 2016

In Veneto alcune ASL utilizzano l’acqua pubblica per i pazienti.

La decisione di utilizzare acqua proveniente dalla rete idrica cittadina rappresenta «una scelta di civiltà e di modernità, che va difesa. Va nella direzione della sostenibilità e dell’attenzione all’ambiente, e ha chiare indicazioni sanitarie».
E ancora «All’Angelo (Ospedale Dell’Angelo – Mestre (VE) da sempre i degenti bevono l’acqua della rete idrica civica. Non solo è sicura, ancor più controllata di quella in bottiglia, ma è ideale per la dieta di chi è malato, così come è ideale per la dieta di tutti i giorni secondo le indicazioni degli organismi sanitari, a partire dal Ministero della Salute.

L’acqua naturale di un’ottima rete idrica, ricontrollata e ri-garantita dagli accertamenti periodici in Ospedale, è elemento primo di una dieta equilibrata. Il resto è in più: le bollicine, il dolce, il the o la menta vengono in più, per il gusto personale. Ma unica ad avere un effetto depurativo fondamentale è l’acqua naturale. Che va bevuta con continuità durante la giornata, non solo al pasto. Utilizzare l’acqua della rete idrica significa non inquinare, non sprecare, non produrre plastica e non doverla smaltire, non far muovere camion e barconi».
Queste la dichiarazioni dell’ ASL 12, in merito all’utilizzo, da parte di diverse ASL venete, dell’acqua del rubinetto in luogo dell’acqua in bottiglia per i pazienti ospiti delle strutture sanitarie.
Una scelta che deve far riflettere tutti sul rapporto tra acqua pubblica e in bottiglia.
(fonte: http://nuovavenezia.gelocal.it/…/acqua-del-rubinetto-ai-paz…)

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06 Giu 2016

L’acqua “sporca” di Fino Morasco.

Fino Morasco, in provincia di Lecco, si mobilita per “l’acqua cattiva”.
Obiettivo Comune (la lista civica che aveva presentato il candidato sindaco risultato secondo alle elezioni del 2014) sta organizzando in tutto il paese una vasta campagna per chiedere alle autorità competenti più controlli e analisi sul sistema idrico.
Molti cittadini, come si legge, lamentano un livello di salubrità delle acque preoccupante, caratterizzato da presenza di residui di terra, calcare e per l’uso massiccio di cloro.
Le immagini nell’articolo non lasciano granchè all’immaginazione.
(Fonte: http://www.laprovinciadilecco.it/…/acqua-di-fino-mornasco-…/)

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02 Giu 2016

A Novi Ligure manca l’acqua potabile.

Risale alla scorsa settimana, al 27maggio (per la precisione), una delle ultime “emergenze idriche” che ha colpito una città italiana.

Questa volta sotto i riflettori Novi Ligure in cui, appunto il giorno 27 dello scorso maggio, il sindaco Rocchino Muliere ha emesso un’ordinanza di non potabilità dell’acqua erogata nel territorio comunale, che poteva essere utilizzata, quindi, solo a scopo igienico sanitario.
Le analisi eseguite dall’Arpa di Alessandria hanno rilevato la presenza di batteri coliformi ed escherichia coli in quantità superiori alla norma; in altri punti della città si sono invece registrati valori nella norma.
Fortunatamente l’emergenza è rientrata in meno di 48 ore, permettendo ai cittadini di Novi Ligure di riprendere a utilizzare l’acqua del rubinetto, ma certamente questo caso, come molti altri avvenuti nel recente passato (vd. Casamassima in provincia di Bari), devono spingere a una riflessione sullo stato delle acque e degli impianti sul territorio nazionale.
(fonte: http://www.lastampa.it/…/acqua-non-potabile-a-n…/pagina.html )

 

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13 Mag 2016

Emergenza PFAS in Veneto

Il problema della contaminazione delle acque in Veneto.

Il Veneto, stando a quanto scrive il Fatto Alimentare (articolo ripreso anche dal quotidiano Libero), sta attraversando una vera e propria emergenza – acqua. Per anni, riporta l’articolo, decine di migliaia di cittadini delle province di Vicenza, Verona e Padova, hanno consumato acqua “del rubinetto” inquinata da c.d. “interferenti endocrini“, in questo caso PFAS.

Ma cosa sono i PFAS?

Sono sostanze chimiche utilizzate che servono a rendere resistenti ai grassi e all’acqua vari materiali come tessuti, tappeti, carta e rivestimenti per contenitori di alimenti, e sono dotate di un’elevata persistenza nell’ambiente.

La contaminazione da PFAS è stata rilevata, per la prima volta, nel 2013 in seguito a uno studio commissionato al CNR da parte del Ministero dell’Ambiente, le cui risultanze avevano messo in luce una concentrazione di 2000 ng/l. Lo studio avvertiva, quindi,  su un possibile rischio sanitario per le popolazioni delle zone limitrofe che consumavano acqua del rubinetto.

Per riportare la situazione alla normalità e nell’ottica di preservare la salute pubblica, la Regione Veneto ha predisposto una serie di misure sanitarie per tutelare e porre sotto controllo clinico la popolazione delle zone interessate.

(Fonte: qui)

 

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