26 Lug 2017

Acqua alcalina micromineralizzata e riduzione dei crampi muscolari

L'articolo a cura del Dott Roberto Favata sull'acqua alcalina micromineralizzata e sulla riduzione dei crampi muscolari grazie all'acqua alcalina pubblicato sul magazine l'accademia del fitness-wellness-antiaging.

L’articolo a cura del Dott Roberto Favata sull’acqua alcalina micromineralizzata e sulla riduzione dei crampi muscolari grazie all’acqua alcalina pubblicato sul magazine l’accademia del fitness-wellness-antiaging.

PUBBLICATO IL PRIMO PROTOCOLLO SCIENTIFICO SULL’UTILIZZO DI ACQUA ALCALINA MICROMINERALIZZATA PER LA RIDUZIONE DEI CRAMPI MUSCOLARI

Che il metabolismo cellulare e in particolare quello di membrana non potesse prescindere dal potassio lo sapevamo già. Come sapevamo che le pompe ioniche per l’ottenimento del corretto potenziale di membrana dipendono dall’equilibrio dei due più importanti minerali alcalini a valenza elettrolitica, il sodio e il potassio appunto. Per queste ragioni l’accenno alla pompa Na-k è qui esclusivamente didascalico. Il ragionamento cambia valenza, a maggior ragione, quando ci accorgiamo che la problematica dei crampi muscolari sia sottovalutata sotto l’aspetto squisitamente metabolico. Le ormai poco sane abitudini alimentari di buona parte degli italiani, unite alla cronica carenza di alimentazione idrica , in senso quali-quantitativo, e alla ben nota pigrizia nei confronti del movimento, fanno sì che ingenti quantità di minerali alcalini nobili, in particolare K, Na, Mg e Ca, debbano essere impegnati dal sistema tampone per far fronte alla continua richiesta di compensazione causata dalla generalizzata acidosi metabolica, che affligge, a loro insaputa, la maggioranza degli italiani. Stili alimentari basati su alimenti raffinati poveri di minerali e fibre, eccesso di proteine animali e grassi saturi, scarsa quantità e qualità di acqua assunta, insufficiente ossigenazione dovuta alla vita sedentaria, comportano che la cellula possa trovarsi in condizioni di carenza o sub-carenza sia di potassio che di magnesio. Se consideriamo che il sodio è generalmente sovrabbondante, più che altro per l’eccesso culinario come cloruro, che il calcio trova nell’osso la miniera da cui essere asportato in grandi quantità (da cui osteoporosi), e che il magnesio viene spesso assunto dall’esterno attraverso integratori, o per i più evoluti da alimenti che lo contengono, riconosciamo al potassio un valore carenziale importante, soprattutto proprio a proposito di crampi muscolari. Guarda caso la sintomatologia dolorosa è più frequente nelle ore notturne, quando la curva del pH mesenchimale è più bassa, e maggiore è quindi la necessità di tamponare i metaboliti acidi. Tutto questo viene amplificato quando siamo in ambito sportivo, soprattutto agonistico, fitness, wellness, e in tutte quelle occasioni in cui un apporto fisiologico e costante di potassio, in equilibrio con il sodio, sia necessario per l’ottimizzazione della performance, sia questa muscolare che anti-aging. Perr quanto sopra esposto, la riflessione, squisitamente biochimica, ha portato a strutturare un primo protocollo su volontari umani , ovvero pazienti affetti da crampi e dolori muscolari, per verificare in vivo la risposta ad una corretta idratazione quali-quantitativa attraverso l’assunzione di acqua alcalina oligo-minerale su base K-Na, depurata e generata dal Dispositivo Medico di classe 1a OSMOLIFE PLUS, prodotto da Medical Division di Aquasana, azienda innovativa leader nel trattamento acqua e ormai dedicata a tempo pieno alla produzione di dispositivi medicali evoluti per la salute e il benessere. Lo studio è stato coordinato dalla Dott.ssa Sabina Ilaria Tatò, Medico Chirurgo, specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione, nonchè in Medicina del Lavoro. Di seguito una sintesi del lavoro scaricabile dalla pagina web http://www.eightforlife.org/correlazione-acqua-alcalina-crampi. Lo studio è stato condotto sull’interazione tra il consumo di acqua alcalina e i c.d. “dolori da spasmo”, come coadiuvante insieme a terapie FKT (Fisiokinesiterapia), nel caso specifico con riguardo al trattamento dei crampi muscolari. Per questo studio sono stati “arruolati” 60 soggetti, di età compresa fra i 18 e i 50 anni, di cui 38 di sesso maschile e 22 di sesso femminile. Tutti sono stati precedentemente visitati dal fisiatra, il quale ha verificato che, a parità di condizioni, quali età e sesso, avessero tutti contratto la stessa patologia muscolare: i crampi. In seguito, i sogetti sono stati suddivisi in maniera random e trattati, in percentuale uguale, o solo con la terapia FKT, o con la predetta terapia e acqua alcalina Osmolife, somministrata nella quantità indicata e consigliata dallo stesso fisiatra, cioè 6-8 bicchieri al giorno lontano dai pasti. Tutto questo per un periodo di 30 giorni. I parametri presi in considerazione per lo studio sono stati: frequenza dei crampi, intensità dei crampi e intensità del dolore. I risultati sono stati sorprendenti. Si è registrata, nei soggetti trattati con terapia FKT e acqua alcalina, una risposta di gran lunga migliore in termini di frequenza, durata e intensità dei crampi (meno dolore, meno frequenza e minor intensità), rispetto ai soggetti trattati con la sola terapia FKT che, al contrario, presentano livelli di gran lunga maggiori, al termine del periodo d’esame, rispetto ai parametri suddetti. L’unica variante registrata sta nei tempi di reazione, più breve nei soggetti più giovani, ma questo è assolutamente normale. Come emerge chiaramente dallo studio, frequenza, durata e intensità dei crampi sono diminuiti in quei soggetti che hanno utilizzato l’acqua alcalina come coadiuvante alla terapia FKT. Questo risultato rappresenta un argomento di sicuro interesse per tutti coloro che svolgono una costante e intensa attività sportiva, viste le limitazioni che conseguono al contrarre determinate tipologie di “infortuni”, che tengono fermi abbastanza a lungo chi la pratica. Come si evince dai risultati, il ruolo di una corretta idratazione grazie ad un’acqua opportunamente depurata da un processo osmotico e re-mineralizzata con un concentrato alcalino medicale su base K-Na, risulta evidente e vincente. E’ altresì evidente come tutto questo porti subito a considerare la potente azione de-acidificante di questo tipo di acqua, perfettamente depurata, oligominerale e alcalina, a proposito di acido lattico. Argomento questo, notissimo agli atleti e alla medicina sportiva, perchè se è vero che in Formula 1 sono i millesimi a fare la differenza, nel muscolo è la rimozione veloce dell’acido lattico a far guadagnare i centesimi di secondo necessari a vincere una gara o saltare più in alto di qualche centimetro.

Dott. Roberto Favata

Biochimica alimentare

Coordinatore Comitato Scientifico

Eight for Life

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10 Ago 2016

Emergenza idrica in provincia di Mantova.

Sabbioneta senz’acqua.

La notizia è di ieri: le falde acquifere che, attraverso pozzi privati, riforniscono la maggior parte degli abitanti della zona di Sabbioneta, contengono troppo arsenico e, di conseguenza, l’acqua che “erogano” non è potabile.acqua-non-potabile

Nell’articolo della Gazzetta di Mantova (qui), vengono riportate le parole del responsabile tecnico dell’Amministrazione comunale di Sabbioneta Andrea Marchini, che ha ricevuto l’incarico di indire una gara per la realizzazione di un punto di distribuzione acqua potabile con relativa struttura in legno:

” Il Comune di Sabbioneta è sprovvisto della rete di acquedotto per la distribuzione di acqua potabile.Il monitoraggio della qualità delle acque effettuato su pozzi privati, ha evidenziato una diffusa non idoneità delle acque per il consumo umano, soprattutto in merito all’alto valore di arsenico che contengono. In attesa di una soluzione infrastrutturale da parte dell’ente gestore del servizio idrico integrato della provincia di Mantova, è necessario mettere a disposizione della cittadinanza, acqua potabile per scopi alimentari attraverso la realizzazione di un punto di distribuzione dotato di opportuni sistemi di trattamento delle acque. Tale iniziativa, unitamente alle specifiche campagne di sensibilizzazione, dovrebbe anche contribuire a un uso più razionale della risorsa idrica e alla riduzione delle bottiglie e degli imballaggi di plastica con positive ripercussioni sull’ambiente.”

Ricordiamo che il Comune di Sabbioneta consta di circa 4.000 abitanti, quindi la domanda che ci poniamo è la seguente: quanto sarà complicato il rifornimento per 4.000 persone da un solo punto di distribuzione ?

E, di conseguenza quanto avrà successo la campagna di sensibilizzazione contro sprechi e inquinamento legato a bottiglie e imballaggi di plastica?

Perchè non sondare “altri canali”?

Cosa ne pensate voi?

 

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27 Lug 2016

5 cose che non sai sull’idratazione pt 3

C’è un legame fra obesità infantile e idratazione.

Il Dott. Claudio Maffeis, direttore UOC di pediatria ad indirizzo Dietologico e Malattie del metabolismo e Direttore del Centro Regionale Diabetologia Pediatrica Azienda Ospedaliera Universitaria Ospedale civile Maggiore Borgo Trento di Verona, nel 2015, a margine del congresso EHI, esprimeva le sue considerazioni rispetto al rapporto tra obesità infantile e idratazione.person-775073_1920

“Lo stato di idratazione è importante nei ragazzi per ottimizzare sia le prestazioni intellettive, sia quelle motorie”, e ancora “anche il metabolismo risulta influenzato dallo stato di idratazione”.

Queste considerazioni, da contestualizzare all’interno di un discorso più ampio, quello appunto sull’obesità infantile, fenomeno in preoccupante ascesa in tutto il mondo, erano supportate dai risultati di uno studio della Società Italiana Pediatria.

Questi risultati avevano evidenziato come si fosse riscontrato un legame, o meglio, un’associazione inversa, tra eccesso di peso rilevato nei bambini affetti da obesità oggetto dello studio (range d’età 7 – 11 anni) e i loro pari età senza problemi di peso.

In parole povere i bambini con problemi di peso sono risultati essere meno idratati di quelli in cui questa problematica non era presente.

Quindi, in conclusione, si ritiene che i liquidi assumano un ruolo chiave nella lotta alla piaga dell’obesità infantile.

Ma non tutti!

Come riportato anche  in questo articolo, non tutti i liquidi sono funzionali alla lotta all’obesità infantile, anzi; il Dott. Maffeis (ma non solo) punta il dito sul consumo di bevande gasate e succhi di frutta zuccherati,  che hanno un enorme apporto calorico e scarso valore nutrizionale, indicandoli come una delle principali cause del diffondersi di questa patologia, oltre a vita sedentaria e cattiva alimentazione.

Quindi, la conclusione, “preferire l’acqua” e, come riporta l’EFSA (l’Autorità Europea per la sicurezza alimentare), in queste quantità (rispetto all’età):

  1. bambini range 2 – 3 anni, 1,3 litri di acqua al giorno;
  2. bambini range 4 – 8 anni, 1,6 litri di acqua al giorno;
  3. bambini (maschi) 9 – 13 anni, 2,1 litri di acqua al giorno;
  4. bambine 9-13 anni, 1,9 litri di acqua al giorno.

Continuate a seguirci per ulteriori aggiornamenti.

 

 

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20 Lug 2016

Emergenza acqua a Parchitello, Noicattaro (BA)

Il 18 luglio i residenti di Parchitello, il famoso complesso residenziale alle porte di Noicattaro (BA), hanno ricevuto una comunicazione con cui venivano avvisati dell’esito di analisi di laboratorio effettuate sulla rete idrica interna.

Come potete leggere nel documento, sono stati rinvenuti batteri “coliformi” in alcuni punti della rete, che rendono pericoloso l’utilizzo dell’acqua per le normali attività giornaliere.

In calce alla comunicazione sono anche indicate le line guida da osservare per poter utilizzare l’acqua di rubinetto senza correre rischi.

Al momento non si registrano conseguenze di alcun genere tra i residenti, probabilmente anche alla luce della tempestività della comunicazione dei risultati delle analisi.

Continuate a seguirci per maggiori informazioni o contattate il numero verde 800926377 per chiedere informazioni a un esperto Medical Division.Parchitello senz'acqua

 

 

 

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06 Lug 2016

5 cose che non sai sull’idratazione pt 1 (per l’Estate e non)

Disidratazione (in estate e non solo): gli effetti sulla guida

L’Estate è iniziata, e con lei quei tanto agognati week end al mare per cui siamo disposti a imbarcarci in improbabili esodi che ci bloccano per ore all’interno degli abitacoli delle nostre automobili.

Quindi, vi chiederete, cosa c’entrano la guida, l’estate e la corretta idratazione?

Molto, almeno secondo quanto riportato da uno studio del 2015 pubblicato su Physiology and Behaviour.

L’esperimento, condotto su 11 soggetti maschi tra i 18 e i 26 anni ha dimostrato che anche una leggera disidratazione:

  1.  altera le funzioni cognitive e l’umore;
  2. è correlata a un aumento degli errori al volante.Schermata 2016-07-06 alle 11.27.27

Inoltre lo studio ha anche provato che più aumenta lo stato di disidratazione, più aumentano gli errori al volante, così come risentono di questo stato anche la concentrazione e i riflessi.

Questo studio è solo una delle tante dimostrazioni che una corretta idratazione è importantissima per mantenere uno stato di buona salute, ovviamente coadiuvato da una corretta alimentazione.

E noi di Medical Division lo sappiamo bene, visto che sono più di vent’anni che ci occupiamo di informare e fornire i giusti mezzi alla gente per far comprendere quanto sia importante una corretta idratazione.

Continuate a seguirci per nuove e interessanti curiosità relative all’acqua e all’idratazione.

 

 

 

 

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28 Giu 2016

IL FANGO TRAVESTITO DA INFORMAZIONE

 

L’INFORMAZIONE SANA NON E’ DENIGRATORIA: MEGLIO QUELLA DISINTERESSATA

Capita, a volte, che nella vastità della rete, la “fame” di informazioni del consumatore sia SFRUTTATA sapientemente da sedicenti siti di informazione scientifica, per fini ben lontani dal sincero interesse per la salute del prossimo.

E’ il caso di un articolo apparso sul sito acqua-alcalina.net, quello che per una serie di considerazioni che di seguito esporremo, sembrerebbe essere il classico esempio di sito – civetta che serve per dare una pseudo base scientifica a un’attività commerciale che, solitamente, viene poi citata in fondo all’articolo.

In questo caso lo schema prevede il “consiglio disinteressato” che, in coda ad un articolo sulle bufale del “mondo alcalino” nei confronti dei consumatori, direziona il lettore verso un noto brand del settore.

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L’articolo a cui ci riferiamo, pubblicato nella giornata di ieri 27.06.2016, non è altro che un goffo tentativo di fare una pubblicità comparativa tra due aziende rivali.

Il meccanismo è semplice: GETTARE FANGO su un concorrente attraverso un sapiente utilizzo di accostamenti denigratori (utilizzo del termine bufala in maniera ripetuta) e giochi di parole fortemente allusivi, per poi “mostrare” le presunte qualità del proprio prodotto.

In particolare, nell’articolo in oggetto, sono riportate come vere una serie di considerazioni che, se lette con attenzione e con occhio “obiettivo”, risulterebbero invece fuorvianti.

Ecco che sfruttare la confusione sull’“argomento alcalino” – da sempre controverso ed oggetto di studi – e utilizzare termini gridati e sensazionalistici (bufala o verità?) ci sembra la scorciatoia per una strategia di marketing basata sullo spicciolo concetto del “click- baiting.

L’intento emerge chiaramente: la contrapposizione concettuale bufala-verità per generare nella mente di chi legge il paragone tra due dispositivi.

Questo si evince in maniera evidente dalla struttura dell’articolo, ma emerge solo alla fine dello stesso.

Il problema? L’assenza di autorevoli fonti, a parte generici studi ovviamente da verificare.

La ragione di questo piglio denigratorio e di questa voglia di “fare chiarezza” emerge esplicitamente alla fine dell’articolo: la promozione di un brand del settore come esponente di massima autorevolezza e la sponsorizzazione del prodotto di punta del momento.

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Non ci sono prove concrete di un legame tra blog e azienda, ma due considerazioni da fare:

  • Che senso ha la pubblicità di un prodotto in un articolo di divulgazione/debunking scientifico?
  • Non appare sospetta e fuorviante la pubblicità di un competitor in un articolo di carattere denigratorio?

Ma non finisce qui!

C’è un dato che il portale di informazione non prende in considerazione, nonostante l’ultimo accorato invito che fa ai lettori circa l’attenzione da manifestare nei confronti dei professionisti del settore: a volte, le aziende che si decide di sponsorizzare, possono non essere del tutto prive di macchia.

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Proprio in riferimento a questo caso, notiamo che il marchio promosso in calce all’articolo, risulta coincidente con un’azienda condannata da poco dall’Antitrust per pubblicità ingannevole, cioè per aver INGANNATO il consumatore.

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La domanda, quindi, nasce spontanea:

Che credibilità ha un sito di informazione scientifica che “spinge” un’azienda CONDANNATA per aver MENTITO al CONSUMATORE?

Lasciamo a VOI lettori la risposta.

Qui sotto, invece, l’intervista al Dott. Favata, bioagronomo alimentare, specializzato in biochimica degli alimenti, sicurezza alimentare, processi produttivi ecocompatibili, sistemi qualità certificati, che ci fornisce alcuni importanti chiarimenti sulla differenza tra ionizzatore a piastre e ionosmotizzatore Osmolife Plus.

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10 Giu 2016

Emergenza acqua a Taranto

Taranto non conosce pace, purtroppo.

Dopo l’ILVA un’altra emergenza sanitario-ecologica affligge la città pugliese.

«Gli esiti della caratterizzazione ambientale hanno rilevato il superamento dei limiti legislativi nelle acque profonde per il parametro Pcb e piombo e la conseguente analisi di rischio ha evidenziato un rischio cancerogeno e non cancerogeno per ingestione di acqua di falda non accettabile». Questa la motivazione che ieri ha spinto il sindaco Stefàno a firmare una ordinanza per vietare l’utilizzo delle acque di falda prelevate dai pozzi ricadenti nella perimetrazione interessata dalla contaminazione. A fine gennaio l’Amiu ha trasmesso al Ministero dell’Ambiente gli esiti della caratterizzazione ambientale e della successiva analisi di rischio effettuata nell’area, di proprietà dell’ex municipalizzata, che si trova in località La Riccia – Giardinello, denominata Pasquinelli. Dai dati contenuti nelle relazioni è emerso il superamento dei limiti di legge per pcb e piombo. Circostanza che comporterebbe un «rischio cancerogeno e non cancerogeno per ingestione di acqua di falda».

Questo un estratto del comunicato del Sindaco Stefàno il quale, a seguito delle analisi effettuate sull’acqua di falda prelevata in “Località La Riccia – Giardinello”, ha deciso di firmare una ordinanza che impone il divieto di utilizzare le acque di falda prelevate dai pozzi situati nella zone interessata dalla contaminazione.

Questo provvedimento è una misura necessaria ma temporanea in attesa di acquisire lo studio e le analisi sulle acque sotterranee profonde, in corso di predisposizione da parte del commissario straordinario per gli interventi di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto.

Un’altra difficile pagina per la città Pugliese, che già da anni si trova a dover fronteggiare enormi problemi legati all’ambiente.

(fonte: qui)

 

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07 Giu 2016

In Veneto alcune ASL utilizzano l’acqua pubblica per i pazienti.

La decisione di utilizzare acqua proveniente dalla rete idrica cittadina rappresenta «una scelta di civiltà e di modernità, che va difesa. Va nella direzione della sostenibilità e dell’attenzione all’ambiente, e ha chiare indicazioni sanitarie».
E ancora «All’Angelo (Ospedale Dell’Angelo – Mestre (VE) da sempre i degenti bevono l’acqua della rete idrica civica. Non solo è sicura, ancor più controllata di quella in bottiglia, ma è ideale per la dieta di chi è malato, così come è ideale per la dieta di tutti i giorni secondo le indicazioni degli organismi sanitari, a partire dal Ministero della Salute.

L’acqua naturale di un’ottima rete idrica, ricontrollata e ri-garantita dagli accertamenti periodici in Ospedale, è elemento primo di una dieta equilibrata. Il resto è in più: le bollicine, il dolce, il the o la menta vengono in più, per il gusto personale. Ma unica ad avere un effetto depurativo fondamentale è l’acqua naturale. Che va bevuta con continuità durante la giornata, non solo al pasto. Utilizzare l’acqua della rete idrica significa non inquinare, non sprecare, non produrre plastica e non doverla smaltire, non far muovere camion e barconi».
Queste la dichiarazioni dell’ ASL 12, in merito all’utilizzo, da parte di diverse ASL venete, dell’acqua del rubinetto in luogo dell’acqua in bottiglia per i pazienti ospiti delle strutture sanitarie.
Una scelta che deve far riflettere tutti sul rapporto tra acqua pubblica e in bottiglia.
(fonte: http://nuovavenezia.gelocal.it/…/acqua-del-rubinetto-ai-paz…)

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06 Giu 2016

L’acqua “sporca” di Fino Morasco.

Fino Morasco, in provincia di Lecco, si mobilita per “l’acqua cattiva”.
Obiettivo Comune (la lista civica che aveva presentato il candidato sindaco risultato secondo alle elezioni del 2014) sta organizzando in tutto il paese una vasta campagna per chiedere alle autorità competenti più controlli e analisi sul sistema idrico.
Molti cittadini, come si legge, lamentano un livello di salubrità delle acque preoccupante, caratterizzato da presenza di residui di terra, calcare e per l’uso massiccio di cloro.
Le immagini nell’articolo non lasciano granchè all’immaginazione.
(Fonte: http://www.laprovinciadilecco.it/…/acqua-di-fino-mornasco-…/)

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02 Giu 2016

A Novi Ligure manca l’acqua potabile.

Risale alla scorsa settimana, al 27maggio (per la precisione), una delle ultime “emergenze idriche” che ha colpito una città italiana.

Questa volta sotto i riflettori Novi Ligure in cui, appunto il giorno 27 dello scorso maggio, il sindaco Rocchino Muliere ha emesso un’ordinanza di non potabilità dell’acqua erogata nel territorio comunale, che poteva essere utilizzata, quindi, solo a scopo igienico sanitario.
Le analisi eseguite dall’Arpa di Alessandria hanno rilevato la presenza di batteri coliformi ed escherichia coli in quantità superiori alla norma; in altri punti della città si sono invece registrati valori nella norma.
Fortunatamente l’emergenza è rientrata in meno di 48 ore, permettendo ai cittadini di Novi Ligure di riprendere a utilizzare l’acqua del rubinetto, ma certamente questo caso, come molti altri avvenuti nel recente passato (vd. Casamassima in provincia di Bari), devono spingere a una riflessione sullo stato delle acque e degli impianti sul territorio nazionale.
(fonte: http://www.lastampa.it/…/acqua-non-potabile-a-n…/pagina.html )

 

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